N.1 2026 - Scientia | Giugno 2026

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Giovan Domenico Testa (San Vito, 1746 - Roma, 1832)

Alessandro Ottaviani

Università degli Studi di Cagliari alessandro.ottaviani@unica.it https://orcid.org/0000-0001-7819-2450

Received 21/01/2026 | Accepted 03/03/2026 | Published 29/06/2026

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Nacque a San Vito il 18 settembre 1746 da Albenzio e Maria Felice Pinci, famiglia di origini siciliane. Morti entrambi, se ne prese cura lo zio sacerdote, Ubaldo Testa, il quale lo mandò all’età di otto anni al seminario di Palestrina. Ingegno precoce, a diciotto anni aveva già concluso il corso di teologia, per cui il cardinale Giovanni Francesco Stoppani lo nominò docente di filosofia nello stesso seminario, per spiegare il sistema copernicano, la filosofia sensista, matematica e fisica; dopo di che fu proposto come maestro di logica presso il collegio Bandinelli [Fabi Montani, 1844, p. 6-8].

Sotto il custodiato di Giuseppe Brogi entrò nell’Accademia dell’Arcadia con il nome di Virbinio Naupazio. Nel 1773 il cardinale Francesco Saverio de Zelada lo chiamò nell’Università Gregoriana a leggere logica e metafisica. Della sua attività didattica sono testimoni il manoscritto recante il Metaphisicae elementorum tomus unicus risalente all’anno 1775 [BNCR] e il manoscritto recante le Institutiones logicae, risalenti al 1778 [APUGR]. Nel 1776 recitò in Arcadia, l’8 febbraio, un Parallelo della musica teatrale antica e moderna [Diario ordinario, 1776, p. 2]; due anni dopo, sempre nel contesto delle attività arcadiche, pubblicò il poemetto didascalico intitolato Il diseccamento delle paludi pontine [Testa, 1778].

Nel 1785 andò a Parigi al seguito del monsignor Antonio Dugnani, nominato nunzio apostolico; vi dimorò fino al 1792 e a questo soggiorno è legata nel 1790 la pubblicazione di una lettera a Joseph Jérôme de Lalande [Testa, 1790]. Coinvolto suo malgrado in una sedizione, dovette fuggire, per cui tornò in Italia al seguito del nunzio, riparando inizialmente a Milano, dove incontrò Parini, per poi ristabilirsi a Roma nel 1793 [Fabi Montani, 1844, p. 10-11]. L’anno successivo seguì di nuovo Dugnani, che nel frattempo era divenuto cardinale, in una legazione a Ravenna; morto Pio VI, il cardinale Giovan Battista Caprera lo volle come conclavista a Venezia, per via della occupazione di Roma da parte dei francesi.

Tornato di nuovo a Roma, Francesco Melzi d’Eril nel 1802, allora in qualità di vicepresidente della Repubblica italiana, lo invitò a prendere il posto come professore di logica e metafisica presso l’università di Brera; ma Testa decise di rimanere a Roma, visto che nel 1803 fu eletto segretario delle lettere latine e l’anno dopo fu fatto canonico della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Entrò a far parte dell'Accademia dei Lincei restituita da Feliciani Scarpellini, per cui nel 1803, in data 10 febbraio lesse la memoria Sopra la formazione della collina aggiacente alla così detta Torre di Quinto [Carutti, 1883, p. 192]. Nel 1804 fu al seguito di Pio VII, a Parigi, in occasione dell’incoronazione di Napoleone Bonaparte. A seguito dell’annessione dei territori dello Stato Pontificio da parte dell’Impero francese, Testa, non riuscendo a seguire il Pontefice in esilio a Savona, rimase a Roma, finché fu arrestato il 1812 e messo in carcere presso Castel S. Angelo, dopo di che fu scortato in esilio ed imprigionato, con altri 417 ecclesiastici, in Corsica; dopo varie vicissitudini, fu liberato nell’aprile del 1814. Tornato a Roma fu nominato da Pio VII abbreviatore di curia e subito dopo promosso come segretario de’ brevi ai principi e gli fu concesso l’uso del rocchetto [Fabi Montani, 1844, p. 22]; di poi fu eletto consultore della Sacra Congregazione dell’Indice e protonotario apostolico. Fu al seguito del papa nella breve cattività a Genova nel 1815; morto Pio VII nell’agosto del 1823, gli fu concesso di leggere la orazione pro eligendo pontifice, onore che gli fu accordato anche nel 1829, in occasione della morte di papa Leone XII, cui succedette Pio VIII. Ritiratosi negli studi, morì il 15 gennaio 1832.

Testa esordì nel 1776 con il saggio De sensuum usu in perquirenda veritate [Testa, 1776], frutto delle sua prima esperienza come docente presso l’Università Gregoriana; l’anno successivo affidò alle stampe l’edizione francese seguita dalla traduzione italiana del Discours sur l’utilité et les avantages de l’étude [Testa, Des Haises, 1777] dell’abate Pierre Claude-Marie Des Haises; la traduzione fu recitata in occasione di una seduta dell’Arcadia tenutasi il 6 marzo del 1777; diede inoltre prova della sua abilità versoria con L’allegro poemetto di John Milton, tradotto in occasione delle nozze di Giulio Dugani e Teresa Viani [Testa,1785b].

Gli interessi scientifici si manifestarono già nel 1780 con le Riflessioni sulle memorie presentate alla reale Accademia delle Scienze di Parigi dal signor du Tour corrispondente della medesima intorno ad una questione d’ottica [Testa, 1780], seguite nel 1787 con la stampa di Della contemporanea propagazione de’ suoni diversi [Testa, 1787]; nel frattempo, nel 1785 pubblicò una Lettera indirizzata ad Ermenegildo Pini sul Fonte pliniano [Testa, 1785a], nella quale Testa manifestava il suo interesse per la geologia, già emerso nel 1784 con la uscita della Lettera sopra l’antico vulcano delle paludi pontine [Testa, 1784], frutto delle continue sortite nel luogo; in questa opera Testa si avvalse della testimonianza del poema omerico dell’Odissea per datare il vulcano; così facendo, Testa si schierava a favore del mantenimento della cronologia biblica, che diverrà un punto fermo nell’intera sua produzione successiva [Ottaviani, 2017, p. 123-135; Ottaviani, 2022, p. 347-322]. Il breve opuscolo si attrasse molte critiche, soprattutto da parte degli antiquari, che percepirono l’uso delle fonti antiche come una sortita dilettantesca da parte di un cultore delle scienze naturali; in difesa dell’operato di Testa si pronunciò Gianrinaldo Carli, motivo per cui nel 1786 Testa ripubblicò la lettera indirizzandola a Carli [Testa, 1786]; nel 1794 uscirono le Lettere pontine [Testa, 1794], nelle quali, sulla falsariga della precedente Lettera, si propose di datare i depositi alluvionali, servendosi della comparazione con il noto fenomeno concernente la sedimentazione del limo del fiume Nilo.

La stesura di queste Lettere incrociò l’animato dibattito che insorse fra Testa da un lato e Alberto Fortis e Serafino Volta dall’altro, circa l’interpretazione dei pesci fossili di Bolca, che Testa ritenne non essere esotici [Ciancio, 1995, p. 251-255; Gaudant, 1999; Rudwick, 2005, p. 131]. Il confronto si aprì nel 1793 con la Lettera su i pesci fossili del Monte Bolca [Testa, 1793]; di qui la diatriba si snodò a colpi di lettere: dapprima con una miscellanea contenente una lettera di Fortis, la replica di Testa e la controreplica di Fortis [Testa, Fortis, 1793]; da notare che la controreplica uscì separatamente come Quarta lettera [Fortis, 1793]. Nel 1793 Testa pubblicò la sua Terza lettera [Testa, 1793b], indirizzata al canonico Giovanni Serafino Volta, che egli ritenne essere l’estensore anonimo di un articolo, particolarmente critico [Articolo XI, 1793] e lo scambio si concluse nel 1795 con la Quinta lettera [Testa, 1795]. Nel frattempo la disputa sortì un certo interesse anche fuori dall’Italia con l’intervento di George Graydon [Graydon, 1792-1794] e con la notazione di Charles Lyell:

«A lively controversy arose between Fortis and another Italian naturalist, Testa, concerning the fish of Monte Bolca, in 1793. Their letters, written with great spirit and elegance, shew that they were aware that a large proportion of the Subappennine shells were identical with living species, and some of them with species now living in the torrid zone» [Lyell, 1830-1833, I, p. 53].

Gli ultimi anni furono dedicati alla analisi di due zodiaci ritrovato Dendera, con la Dissertazione sopra due Zodiaci novellamente scoperti nell’Egitto [Testa, 1802], nella quale Testa cercò di difendere la tesi della relativa recenziorità dei due manufatti. La dissertazione di Testa ebbe un discreto riscontro nel corso della polemica, che s’avvampò in tutta Europa, godendo di due traduzioni, una in lingua francese [Testa, 1807a], l’altra in lingua spagnola [Testa, 1807b]; nel 1822 Testa ripubblicò la sua dissertazione [Testa, 1822]; lo colse la morte mentre era intento a pubblicare una seconda nuova opera, i materiali della quale sono raccolti in un manoscritto conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Fonti manoscritte e archivistiche

APUGR = Roma, Archivio della Pontificia Università Gregoriana, Curia, F.C. 131rec: Giovan Domenico Testa, Institutiones logicae.

BAV = Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. lat. 14135: Giovan Domenico Testa, Illustrazione del geroglifico di Denderak. Confutazioni sulle massime di Francesco Dupuis, cc. 1r-193r.

BNCR = Roma, Biblioteca nazionale centrale, Sessoriano, ms. 496: Giovan Domenico Testa, Metaphisicae elementorum tomus unicus.

Opere Opere di Giovan Domenico Testa

Testa, 1776 = Testa Giovan Domenico, De sensuum usu in perquirenda veritate, Romae, typis Generosi Salomoni, 1776.

Testa, 1778 = Testa Giovan Domenico, Il diseccamento delle paludi pontine, In Roma, dalle stampe del Casaletti a S. Eustachio, 1778.

Testa, 1780 = Testa Giovan Domenico, Riflessioni sulle memorie presentate alla reale Accademia delle Scienze di Parigi dal signor du Tour corrispondente della medesima intorno ad una questione d’ottica, In Roma, nella stamperia Salomoni, 1780.

Testa, 1784 = Testa Giovan Domenico, Lettera sopra l’antico vulcano delle paludi pontine, In Roma, Nella Stamperia de’ Salomoni, 1784.

Testa, 1785a = Testa Giovan Domenico, Lettera [] al P.D. Ermenegildo Pini sopra il Fonte pliniano, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», 8, 1785, p. 260-271.

Testa (trad. Milton), 1785b = Testa Giovan Domenico, L’allegro poemetto di Gioanni Milton…, traduzione de “L’Allegro” di John Milton, in Poems of Mr. John Milton both English and Latin, compos'd at several times, 1645, Parma, dalla Reale Stamperia, 1785.

Testa, 1786 = Testa Giovan Domenico, Lettera […] a S.E. il Sig. Conte Gianrinaldo Carli sopra l’antico Vulcano Pontino, e ‘l viaggio d’Ulisse descritto da Omero nel Lib. X dell’Odissea, «Opuscoli scelti sulle scienze e sulle arti», 9, 1786, p. 190-210.

Testa, 1787 = Testa Giovan Domenico, Della contemporanea propagazione de’ suoni diversi, s.n.l., s.n.t., s.n.a.

Testa, 1790 = Testa Giovan Domenico, Lettre sur l’état des sciences physiques et naturelles à Rome depuis 2 siècles, et sur la condamnation de Galilée, adressée à M. de La Lande, par M. l'abbé Testa, le 20 avril 1790, s.n.l., s.n.t.

Testa, 1793a = Testa Giovan Domenico, Lettera su i pesci fossili del Monte Bolca, Milano, nell’Imperial Monistero di s. Amb. Mag., 1793.

Testa, 1793b = Testa Giovan Domenico, Terza lettera su i pesci fossili del Monte Bolca, s.n.l., s.n.t., 1793.

Testa, 1794 = Testa Giovan Domenico, Lettere pontine, In Roma, per Luigi Perego Salvioni, 1794.

Testa, 1795 = Testa Giovan Domenico, Quinta lettera su i pesci fossili del Monte Bolca, In Ravenna, nella Stamperia Roveri presso i Fratelli, 1795.

Testa, 1802 = Testa Giovan Domenico, Dissertazione sopra due Zodiaci novellamente scoperti nell’Egitto letta in una adunanza straordinaria dell’Accademia di Religione Cattolica, In Roma, Dalla Stamperia dell’Accademia di Religione Cattolica, 1802.

Testa, 1807a = Testa Giovan Domenico, Dissertation sur les deux zodiacques nouvellement découvertes en Egypte, A Paris, le Clere, 1807.

Testa, 1807b = Testa Giovan Domenico, Disertacion sobre dos zodiacos recien descubiertos en Egipto (…) traducida de italiano en castellano por don Luis Testa, presbitero, secretario de la Legacia de Roma, Madrid, En la Imprenta Real, 1807.

Testa, 1822 = Testa Giovan Domenico, Dissertazione di monsignor Domenico Testa sopra i due zodiaci di Dindara e di Henne, in Memorie di religione, di morale e di letteratura, tomo II, Modena, Eredi Soliani, Tipografi Reali, 1822, p. 219-274.

Testa, Des Haises, 1777 = Testa Giovan Domenico, Des Haises, Discours sur l’utilité et les avantages de l’étude par l’Abbé Des Haises… suivi de la traduction en italian par l’Abbé Testa…, À Rome, chez Marc Pagliarini, 1777.

Testa, Fortis, 1793 = Testa Giovan Domenico, Fortis Alberto, Tre lettere su i pesci fossili di Bolca, In Venezia, appresso Antonio Zatta e fili, 1793.

Opere coeve

Diario ordinario, 1776 = Diario ordinario, num. 118, in data delli 17 febraro 1776, in Roma, nella stamperia Cracas, 1776.

Efemeridi letterarie di Roma, 1787 = «Efemeridi letterarie di Roma», 16, 1787, p. 243-247, 251-254.

Fortis, 1793 = Fortis Alberto, Quarta lettera su i pesci fossili del Monte Bolca, s.n.l., s.n.t., 1793.

Articolo XI, 1793 = Articolo XI, «Giornale della letteratura italiana», II, 1793, p. 93-112.

Graydon, 1792-1794 = Graydon George, On Fish inclosed in Stone of Monte Bolca, «The Transactions of the Royal Irish Academy», 5, 1792-1794, p. 281-317 + 4 tavv.

Lyell, 1830-1833 = Lyell Charles, Principles of Geology, 3 voll., London, John Murray, 1830-1833.