Trasformazioni e intersezioni. Pratiche materiali, saperi scientifici e tecnici tra passato e presente
Convegno Nazionale SISS 2026, Università degli Studi dell'Aquila, 27–29 maggio 2026 (gita sociale 30 maggio 2026)
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Dal 27 al 29 maggio 2026 si è svolto presso Università degli Studi dell'Aquila il Convegno Nazionale della Società Italiana di Storia della Scienza (SISS), dal titolo Trasformazioni e intersezioni. Pratiche materiali, saperi scientifici e tecnici tra passato e presente.
Quest’anno L’Aquila è Capitale Italiana della Cultura, e la città con il suo territorio hanno rappresentato uno scenario d’eccezione per i temi del convegno. Da un lato, infatti, i siti archeologici tardo-antichi e medievali – come quello di Amiternum – documentano la presenza di infrastrutture idrauliche e impianti per la lavorazione dei metalli, tra cui una fornace per la fusione di campane del XIII secolo e impianti fusori del VI secolo; dall’altro, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), tra i maggiori centri internazionali di fisica sperimentale, testimoniano una continuità e un rinnovamento delle relazioni tra materia, tecnica e conoscenza in ambito contemporaneo. In questo contesto il Convegno si è posto l’obiettivo di affrontare e discutere il concetto di trasformazione, in una prospettiva teorica, temporale e geografica ampia, indagando l'interconnessione tra scienze, tecniche, ambiente, attività umana, produzione e disseminazione del sapere. Al centro del dibattito è stata posta l'importanza della materialità della scienza e della tecnica, analizzando come pratiche sperimentali, strumenti, oggetti e contesti ambientali abbiano contribuito alla genesi e allo sviluppo del pensiero tecnico-scientifico e naturalistico, nonché alla trasformazione nel tempo della natura, del sé, della mente, dei corpi e della società. Il programma ha così risposto pienamente ai macro-temi della call, stimolando una riflessione che ha unito la dimensione testuale e visuale a quella materiale, e valorizzando il dialogo con campi cruciali come la storia delle donne e di genere, la storia della tecnologia, gli studi museali, la storia economica e la storia ambientale.
Ospitato dal Centro congressi Luigi Zordan, in Piazza San Basilio, il Convegno ha visto la partecipazione di 98 relatori e relatrici, organizzati in 23 panel divisi in sessioni parallele. Dopo l’assemblea dei soci, in modalità duale, che ha permesso di fare il punto sulle attività svolte e in corso organizzate dalla Società, ratificando inoltre la nascita di un nuovo gruppo di lavoro dedicato alla storia delle tecniche e della tecnologia, i lavori del Convegno sono iniziati ufficialmente alle 15.00 con i saluti istituzionali da parte di Fabio Graziosi, Rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila; Simone Gozzano, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell'Università degli Studi dell'Aquila; Andrea Bernardoni, Professore associato dell'Università degli Studi dell'Aquila ed Elena Canadelli, Presidente della Società Italiana di Storia della Scienza
Storia della diplomazia scientifica e Scienza, società e istituzioni sono stati i temi delle prime due sessioni, che hanno esplorato le reti di relazioni internazionali, le politiche della ricerca e il ruolo delle accademie nel plasmare lo sviluppo scientifico moderno.
La Tavola rotonda La storia delle tecniche e della tecnologia in Italia: nuove prospettive di ricerca, moderata da Elena Canadelli, ha visto gli interventi di Andrea Bernardoni, Simona Casonato, Laura Ronzon e Roberto Lalli, che si sono confrontati sulla necessità di mappare lo stato dell'arte in questo ambito in Italia, riflettendo sulle metodologie storiografiche più recenti, sull'integrazione tra ricerca d'archivio e patrimonio museale, sul dialogo con altre discipline che si occupano di questi temi e sulle nuove sfide della public history legata alla tecnologia.
La seconda giornata ha visto la presenza di diversi filoni della storia della scienza e delle tecniche. Le sessioni si sono concentrate sulle dicotomie e convergenze tra “i corpi da curare e correggere” e “la mente tra teorie e pratiche” (esplorando la storia della medicina, delle arti mediche e delle scienze psicologiche e antropologiche), fino ad arrivare allo “studio della terra, all’ambiente e al territorio”, focalizzandosi sull'impatto dell'attività umana e sulla lettura storica dei mutamenti ambientali, sempre con uno sguardo attento alle dimensioni teoriche e pratiche, in un intreccio fecondo tra strumenti di scienza, culture visuali e fonti testuali, lungo un arco temporale e geografico ampio.
La lectio magistralis di Sven Duprè, docente presso l’Università di Amsterdam, dal titolo X-Ray Technology and Expertise in Art History between the Two World Wars ha approfondito la storia materiale della scienza applicata ai beni culturali, analizzando come l'avvento della tecnologia radiografica nel primo Novecento abbia trasformato il restauro da pratica artigianale a disciplina scientifica istituzionalizzata. La relazione ha offerto così una panoramica metodologica di altissimo profilo sul dialogo tra competenze scientifiche e storia dell'arte tradizionale.
La giornata si è conclusa con il conferimento da parte della Presidente della Società del Premio SISS alla Carriera 2026 a Paolo Galluzzi, per il suo straordinario e duraturo contributo agli studi storici-scientifici e alla museologia scientifica internazionale. Sono stati inoltre consegnati il Premio Giovani SISS 2026 ex aequo a Ivan Malara, per l’articolo The Hohendorff Almagest: A Rediscovered Case Study in Early Modern Ptolemaic Astronomy, e a Elena Danieli, per l'articolo Obstetrics during the French Revolution: Political and Medical Controversies around the New Obstetrical Surgery, nonché le menzioni speciali ad Angelica Vurchio per Scienziati da copione. Uomini e donne di scienza nei biopic italiani del Novecento tra censura e propaganda e Pier Luigi Pireddu per il contributo Iberian Oceanography: The Strait of Gibraltar Region and the Portuguese Research Vessel ‘Albacora’ in the International Scientific Framework (1925-1940).
La giornata del 29 maggio si è aperta affrontando, da un lato, i temi della comunicazione, della divulgazione e della rappresentazione della scienza, e dall’altro un approfondimento mirato sulla storiografia matematica nel periodo fascista. I lavori sono proseguiti mostrando la ricchezza e la varietà degli approcci emersi dalla call: dalla riflessione sulla presenza e il contributo femminile nella costituzione del sapere botanico tra Otto e Novecento, alla genealogia storica dell’Intelligenza Artificiale, fino alle nuove frontiere degli archivi digitali per la storia della scienza. La riflessione si è mossa costantemente sul duplice binario locale e globale, analizzando biografie di scienziati, reti di società scientifiche e istituzioni. Il Convegno ha così offerto uno spazio di confronto ideale per approcci innovativi e interdisciplinari, mostrando come la storia della scienza sia oggi una disciplina viva e in continua evoluzione. Non sono mancati i momenti di svago e socialità, che hanno contribuito a favorire il dialogo, lo scambio informale e la conoscenza tra i partecipanti. La cena sociale si è svolta la sera del 28 maggio e ha visto la partecipazione di gran parte dei convegnisti.
I principali editori italiani e alcune case editrici internazionali hanno mandato in esposizione volumi e riviste di storia della scienza, arricchendo l’offerta scientifica e culturale di questa edizione. La gita sociale, svoltasi il 30 maggio, ha condotto i partecipanti ad alta quota per visitare l’Osservatorio di Campo Imperatore a 2150 m slm. Lì Mauro Dolci, Direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico d’Abruzzo, ha raccontato la storia dell’Osservatorio, dei suoi strumenti e delle ricerche astronomiche passate e presenti ivi condotte. Nella splendida cornice del Gran Sasso i partecipanti hanno fatto una passeggiata rigenerante per poi pranzare ad Assergi, chiudendo nel segno della convivialità l’edizione 2026 del Convegno.
Fig. 1 - Gruppo di convegnisti e convegniste in Aula Rivera.
Fig. 2 - Gruppo di convegnisti e convegniste in gita sociale.