N.1 2024 - Scientia | Giugno 2024

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Galileo Galilei. Il Saggiatore. Edizione commentata a cura di Michele Camerota, Franco Giudice

Beatrice Sisana

beatrice.sisana@uniroma3.it

Milano, Hoepli Editore, 2023, p. 366. ISBN: 97888360143927

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Sono trascorsi quattrocento anni di storia segnati dalla lettura di un testo galileiano emblematico e molto dibattuto per le sue idee innovative rispetto alla visione della scienza: Il Saggiatore. Pubblicato a Roma nell’ottobre del 1623, questo scritto non smette di affascinare e suscitare interesse. Michele Camerota e Franco Giudice propongono una nuova edizione commentata de Il Saggiatore, un’opera che considerano «un capolavoro di scrittura, con una prosa scintillante che rappresenta una delle vette più alte della letteratura italiana del Seicento».

Questa nuova edizione è articolata in tre parti: un’ampia introduzione che mette in luce le circostanze in cui maturò lo scritto galileiano; il testo in volgare de Il Saggiatore, riccamente commentato; un’appendice nella quale vengono fornite l’edizione della Libra astronomica ac philosophica di Orazio Grassi, pubblicata sotto lo pseudonimo di Lotario Sarsi, e le postille di Galileo a tale trattato.

Il titolo scelto per l’introduzione, «La strada al ritrovamento del vero», Il Saggiatore come manifesto del nuovo sapere, chiarisce fin da subito l’intento dei curatori: inquadrare storicamente la genesi del testo e delucidare le reali finalità dell’opera. Il Saggiatore non deve considerarsi solamente un’opera di astronomia ma un manifesto programmatico del nuovo sapere; la polemica sulle comete che solcarono i cieli europei tra fine 1618 e inizio 1619 si rivela solo un’occasio scribendi che Galileo coglie per riaprire velatamente ma con urgenza una questione latente dal 1616, anno in cui la Congregazione dell’Indice aveva messo al bando le opere copernicane. L’analisi delle condizioni geopolitiche del succedersi degli eventi storici porta i due curatori a rivedere la tesi storiografica secondo la quale la pubblicazione de Il Saggiatore fu favorita principalmente dal nuovo clima instaurato dal papato di Urbano VIII. La loro disamina mostra invece come già a partire dal 1621 una serie di circostanze favorevoli per Galileo e per l’Accademia dei Lincei, alla quale lo scienziato era legato dal 1611, contribuirono a creare il contesto idoneo per la nascita dell’opera. In quell’anno, a seguito della morte di Papa Paolo V e del cardinale Bellarmino, alcuni amici di Galileo legati alla cerchia dei Lincei, tra cui Giovanni Ciampoli e Virginio Cesarini, assursero a ruoli importanti all’interno della Curia Romana. È in questo contesto che si crearono le condizioni per la pubblicazione del Il Saggiatore, risposta ultima che Galileo diede all’opera del suo avversario. Pur avendo avuto i permessi per la pubblicazione sotto il papato di Gregorio XV, Il Saggiatore vedrà la luce con l’effige dell’Accademia dei Lincei alla fine di ottobre del 1623 e sarà dedicato e offerto come dono augurale al nuovo Pontefice Urbano VIII.

L’introduzione prende in esame anche le varie fasi della disputa scientifica sulle comete tra Galileo e il gesuita Orazio Grassi, portavoce delle idee circolanti all’interno del Collegio Romano, e scandaglia le altre tematiche scientifiche contingenti che costellano il testo, utili a Galileo per dare fondamento alla nuova scienza che stava costruendo. La rivoluzione intellettuale non poteva prescindere dall’adesione al copernicanesimo, volutamente velata e implicita per ragioni storiche, ma resa manifesta dalla logica delle argomentazioni inerenti alla natura e al moto delle comete. Galileo contestava a Orazio Grassi l’interpretazione ripresa da Tycho Brahe dei fenomeni cometari che avvalorava una visione geocentrica della struttura dell’universo. La posizione galileiana è chiarita da un passo de Il Saggiatore che i curatori scelgono di riportare nell’introduzione: «se il movimento attribuito alla Terra, il quale io, come persona pia e cattolica, reputo falsissimo e nullo, s’accomoda al render ragione di tante e sì diverse apparenze le quali s’osservano ne’ corpi celesti; io non m’assicurerò ch’egli, così falso, non possa anco ingannevolmente rispondere all’apparenze delle comete, se il Sarsi non discende a più distinte considerazioni di quelle che sin qui ha prodotte» (p. xxxiv). Tre sono i capisaldi della rivoluzione intellettuale galileiana rispetto a una nuova visione del mondo naturale e alla diversa percezione della natura che in questa analisi del testo sono messi in rilievo: l’idea di una scienza basata e improntata sulla matematica, l’antiautoritarismo, inteso come la necessità di vagliare le teorie sulla base di esperienze personali senza tenere in considerazione i pareri delle auctoritates, il meccanismo della sensazione, ovvero la distinzione tra qualità oggettive e soggettive. L’introduzione termina con considerazioni sul ruolo della teoria corpuscolare della materia trattata ne Il Saggiatore rispetto alla condanna del 1633.

La parte centrale di questa pubblicazione è dedicata all’edizione critica del testo di Galileo. Egli sceglie come forma letteraria il trattato scolastico: la ieraticità della forma è in netto contrasto con le idee innovative dell’opera. La struttura controversistica adottata ricalca pedissequamente le cinquantatré sezioni del trattato del suo avversario per dibatterne minuziosamente i contenuti, in un confronto che mette in luce l’inadeguatezza delle argomentazioni del gesuita. Ne risulta un testo di non agile lettura perché alla difficoltà dei contenuti si accompagna uno scoglio linguistico che vede l’alternanza del volgare galileiano al latino del trattato di Grassi.

Camerota e Giudice propongono una versione del testo che agevola il lettore. Il testo galileiano riprende quello dell’Edizione Nazionale, tenendo conto degli interventi posti in essere dall’edizione critica di Ottavio Besomi e Mario Helbing. Tutti i riferimenti alla Libra astronomica di Grassi ai quali Galileo si riferisce nella sua disamina sono invece riportati in traduzione italiana.

Ne consegue un’edizione fluida e scorrevole, fruibile da un pubblico più ampio. Per garantire riferimenti linguistici puntuali il testo latino della Libra astronomica viene comunque riportato in appendice, in un’edizione che include le postille di Galileo così come vergate sull’esemplare della Libra conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze nel ms. Gal. 60. Si tratta di postille che aiutano a chiarire le varie fasi di stesura de Il Saggiatore e forniscono le prime reazioni a commento del testo dell’avversario.

La comprensione dei contenuti scientifici de Il Saggiatore è agevolata da un ricco apparato di note a corredo del testo. Queste annotazioni non solo propongono un’interpretazione dei passi galileiani più criptici e significativi, ma forniscono anche una lettura precisa delle numerose citazioni presenti. Oltre alla Libra, Galileo richiama numerosi passi delle altre opere che articolano il dibattito sulle comete, quali la Disputatio di Grassi e il Discorso delle comete di Mario Guiducci, portavoce dello stesso Galileo. Sciogliendo tutti i riferimenti extratestuali, i curatori riescono a dipanare un quadro sinottico utile al confronto dei testi.